Contesto storico

stemma soranzo

La storia della Villa si inserisce in un contesto culturale particolarmente significativo. Le sue origini risalgono ad una preesistente dimora di proprietà della famiglia Da Campretto, documentata già nel Quattrocento. Da recenti studi risulta che, attorno alla metà del 1500, la proprietà sia passata alla nobile famiglia Soranzo ed in particolare nella disponibilità di Francesco Soranzo, nobile veneziano figlio di Pietro Soranzo. Francesco, ecclesiastico, pievano della parrocchia di Treville e rettore della chiesa di S. Andrea oltre il Muson dal 1563 al 1595, dopo aver ricevuto il permesso dal vescovo di Treviso, Giorgio Corner, intraprese la ristrutturazione dell’edificio nella forma attuale, destinandolo a “domus presbiterialis”. La famiglia Soranzo, una delle famiglie nobiliari più importanti di Venezia, già presente con vaste proprietà fondiarie dal Quattrocento nel territorio di Castelfranco Veneto, possedeva a Treville un’importante villa, detta La Soranza, costruita nel Cinquecento su progetto architettonico di Michele Sanmicheli e affrescata nel 1551 da Paolo Caliari, detto il Veronese, che venne purtroppo demolita nel 1818. Documenti di archivio testimoniano stretti e intensi rapporti personali tra Francesco Soranzo e Paolo Veronese, fratello di Benedetto Caliari, al quale sono attribuiti gli straordinari affreschi conservati nella Villa. Sulla facciata e all’interno, gli stemmi dei Soranzo, dei Corner e dei Priuli testimoniano il mondo di relazioni familiari, sociali ed ecclesiastiche nel quale la Villa nacque. Nel corso dei secoli successivi la proprietà appartenne a diverse famiglie nobiliari, tra cui i Piacentini dal 1614 e i Tiepolo nell’800, e attraversò vicende storiche complesse. Durante la Seconda Guerra Mondiale alcuni ambienti della Villa furono utilizzati per scopi militari e ospedalieri, subendo un progressivo degrado. A partire dagli anni Quaranta iniziò un lungo lavoro di recupero ad opera del nuovo proprietario, il dott. comm. Francesco Chiminelli, conservazione che ha permesso di riportare alla luce gli affreschi storici e preservare il patrimonio artistico e architettonico della proprietà. Dopo la morte di Francesco, i due figli, Baldassare e Alessandro Chiminelli, e la generazione successiva hanno proseguito l’intervento di restauro con lo stesso amore e la stessa passione.

villa chiminelli
foto per minisito loggia
salone verso la piazza r0g00164 compressa
sala da pranzo r0g00179 hdr (compressa)
sala confessionale r0g00185 hdr (compressa)
mattonella 2
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minisito 4
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museo agricolo r0g00201 compressa
esterno museo agricolo chiminelli 041 compressa
foto torchi
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minisito 17
ferri da stiro
museo etnografico giochi
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