Villa Soranzo Chiminelli a Castelfranco veneto, dimora veneta del Cinquecento Immersa nella campagna di S.Andrea oltre il muson
La Villa
Dimora veneta del Cinquecento, immersa nella campagna di Sant’Andrea di Castelfranco Veneto, Villa Soranzo Chiminelli rappresenta una preziosa testimonianza della civiltà delle Ville Venete e del profondo legame tra il patriziato veneziano e la terraferma.
Edificata nella seconda metà del Cinquecento, la Villa nacque nel periodo in cui le famiglie patrizie veneziane trasformavano le loro proprietà di terraferma in luoghi dedicati alla villeggiatura, all`arte e all`agricoltura. Le Ville Venete non erano semplici residenze di campagna: costituivano il centro di vaste proprietà agricole e riflettevano un nuovo equilibrio tra architettura, pittura, natura e vita economica. Villa Soranzo Chiminelli conserva ancora il fascino di questa tradizione.
Attorno alla residenza principale si svilupparono giardini, rustici e spazi destinati alle attività agricole, secondo l’equilibrio tipico dell’architettura veneta rinascimentale.
La Villa conserva ancora oggi importanti apparati decorativi: affreschi con architetture dipinte, paesaggi illusionistici, scene sacre, decorazioni musicali, putti, stemmi, stendardi, figure mitologiche, allegoriche e religiose, che inseriscono la decorazione della Villa nel grande contesto della pittura veneta della seconda metà del Cinquecento. Gli affreschi di Villa Soranzo Chiminelli sono infatti attribuiti alla Scuola del Veronese, e precisamente a Benedetto Caliari, fratello minore di Paolo Caliari, detto il Veronese. Benedetto nacque a Verona intorno al 1538, circa dieci anni dopo il fratello, con il quale collaborò a lungo eccellendo soprattutto nella pittura di architetture: colonne, pilastri, balaustre, logge e aperture prospettiche dipinte sulle pareti per modificare illusionisticamente la percezione degli ambienti. Analizzando attentamente gli affreschi di Villa Soranzo Chiminelli sono evidenti una certa influenza di Paolo sull’operato di Benedetto, forse in alcuni punti addirittura la sua mano, e un’analogia con alcuni affreschi di villa Barbaro a Maser, il che dimostra lo stretto rapporto professionale tra i due fratelli.
I musei
Nei rustici di Villa Soranzo Chiminelli sono ospitate importanti raccolte dedicate alla memoria del lavoro, della vita quotidiana e delle tradizioni artigianali e rurali del territorio veneto, oggetti, strumenti e macchinari raccolti e conservati grazie all'impegno e alla passione, prima, di Francesco Chiminelli e, oggi, di suo nipote Riccardo.
Il Museo Conciario raccoglie strumenti e macchinari provenienti dall'antica tradizione conciaria bassanese, in particolare dalla Scamosceria del Grappa. La collezione testimonia un'attività industriale e produttiva che contribuì a rendere Bassano del Grappa un importante punto di riferimento nella lavorazione delle pelli e, in particolare, nella produzione degli scamosciati.
Il Museo della Civiltà Contadina conserva centinaia di oggetti che raccontano la vita rurale veneta tra Ottocento e Novecento: utensili agricoli, strumenti da falegname e boscaiolo, attrezzi domestici, tessuti, telai, macchine da cucire, arredi e numerose testimonianze della quotidianità delle famiglie contadine.
Un'ulteriore raccolta etnografica documenta le trasformazioni della vita domestica e della società tra la fine dell'Ottocento e l'avvento della rivoluzione industriale. Grammofoni, strumenti musicali, macchine da stampa, giocattoli ed altri reperti storici raccontano l'evoluzione delle abitudini, del lavoro e della tecnologia.
I musei di Villa Soranzo Chiminelli costituiscono parte integrante della memoria storica della Villa e rappresentano una testimonianza del patrimonio culturale, artigianale e rurale del territorio veneto.
Il giardino
Il giardino di Villa Chiminelli è parte integrante del complesso storico della Villa e costituisce una naturale prosecuzione dei suoi spazi architettonici, contribuendo a creare l’atmosfera raccolta e suggestiva che caratterizza l’intera proprietà.
Il percorso d’ingresso si sviluppa tra alberi ad alto fusto, siepi di bosso e superfici in ghiaia, conservando il carattere tipico del giardino di una villa veneta. La vegetazione crea ampie zone d’ombra e accompagna progressivamente lo sguardo verso Villa Chiminelli, incorniciandone le architetture, gli edifici annessi e gli spazi che un tempo erano strettamente legati alla vita della dimora e alle attività della campagna.
Al centro dello spazio antistante la Villa si trova una caratteristica fontana in pietra, elemento scenografico attorno al quale si sviluppano differenti prospettive del giardino. Pavimentazioni in cotto, antichi pilastri in laterizio, statue e siepi geometricamente modellate dialogano con la vegetazione e con le strutture storiche del complesso, creando un insieme armonioso nel quale elementi naturali e architettonici si alternano lungo il percorso.
Il giardino conserva una dimensione intima e vissuta, lontana dalla monumentalità dei grandi parchi, nella quale natura e architettura si sono integrate e trasformate nel corso del tempo.
Passeggiando tra alberi, siepi, vialetti e antichi manufatti, il visitatore può percepire il profondo rapporto che lega Villa Chiminelli, il suo giardino e il paesaggio della campagna veneta. Un legame che rappresenta ancora oggi un elemento fondamentale della storia, dell’identità e del fascino di questa antica Villa Veneta.